Cara Ida, quasi trentaduenne (beata te),
il trentenne italiano appoggiato dalla mamma, che consuma esclusivamente per sè il suo stipendio ( da precario o stabilizzato non conta) , che deve ancora “crescere, fare esperienze, acquistare una sua fisionomia” - la variante attuale, forse, del “faccio cose vedo gente” dell’Ecce bombo” di Nanni Moretti- , insomma il trentenne che fugge non appena sente la puzza di un rapporto meno superficiale o comunque meno disimpegnato, proprio perchè , il poveretto, si trova ancora in una delicata fase di crescita, è decisamente un tipo diffuso.
La colpa di chi è? Della mamma che lo ha iperprotetto? Delle ragazze che, fino a quel momento, gli hanno lasciato credere che lui era così eccezionale e così interessante? Che gli hanno provato che, con la sua semplice presenza, benchè passeggera, può illuminare una vita forse altrimenti grigia? Che lo hanno persuaso che questo lume non dev’essere per forza radicato e duraturo, in modo che anche altre ne possano usufruire? Delle trasmissioni televisive piene di tronisti o di psesudoopinionisti o insomma di fannulloni, come direbbe il ministro Brunetta, che hanno dalla loro, al massimo, la qualità di essere dei bei fannulloni e basta?
Capisco che, una volta che il guaio è fatto, è fatto, e poco conta risalire ai colpevoli. Però in Italia siamo circa 58 milioni. Buona parte dei quali maschi.E i maschi sotto i trentacinque non dovrebbero essere così pochi. E poi non è mai stato facile trovare una persona che valesse la pena di conoscere e di frequentare: ricordi la storia di Diogene? Quel filosofo greco che andava in giro con una lanterna in pieno giorno, dicendo “Cerco l’uomo!”?…
Tira avanti. Per un Ortensio eliminato, c’è ancora un bel mazzo di carte che ti attende.
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