Umby ci parla di ragazzi, e in fondo ci invita a dimenticare ogni nostalgia nei confronti della nostra stessa giovinezza, ricordandoci che adesso i ragazzi sono altri, e che vivono i loro anni molto spesso nella nostra indifferenza, o incomprensione o, semplicemente, disattenzione..e il discorso sembra essergli stato suggerito (forse è proprio così) dai tristi avvenimenti abruzzesi. Vivo a Campobasso, come dire che l’Aquila è quasi alle porte; molti miei ex alunni hanno scelto quella sede per compiervi i loro studi universitari; fortunatamente sono rimasti illesi, anche se, purtroppo, molti altri, molisani e no, non ce l’hanno fatta. Come dimenticare la scena della casa dello studente distrutta? E pensare a tutte quelle giovani vite perdute? Si capisce che ogni vita ha il valore dell’irripetibilità, di qualunque età si tratti. Ma le nuove leve! La speranza del futuro! E morire non per il terremoto in sè, ma perchè un palazzo, magari mal costruito, ti crolla addosso!
Ragazzi d’Abruzzo. Il cuore di noi tutti è con voi.
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