Testata
Gen
26
2009
Perchè presentare un libro direttamente alla gente

E’ ormai molto diffusa- da decenni, senonchè negli ultimi tempi ha subito un forte incremento-  la consuetudine di incontrare un  pubblico  formato da lettori, o da possibili lettori, in luoghi quali le biblioteche, le fondazioni culturali, i teatri, le librerie..e anche le spiagge (sperimentato personalmente!) e perfino i ristoranti (idem!). Esistono tuttavia due tipi di incontri: il primo è quello legato all’uscita di un libro, ed è connesso , dunque,  con il lancio. Questo genere di presentazione  avviene  quando il   libro è fresco di stampa,  proprio mentre si parla del titolo e, sui giornali, appaiono le prime recensioni. Lo scopo è  far conoscere l’autore e  il genere e gli argomenti da lui affrontati, e capire, inoltre ,  quali sono gli umori e le aspettative dei lettori. In sostanza, si cerca di  diffondere  la notizia dell’uscita del libro, ricordando che, in Italia,  ogni anno vengono pubblicate circa 55. 000 opere…e che è davvero difficile orientarsi in questo mare. Il secondo tipo di incontri, a qualche mese dall’uscita, avviene dopo una certa diffusione, quando il libro è già da un po’ di  tempo nelle librerie e ha, per così dire, una sua piccola vita alle spalle, circostanza che consente già di percepire se è stato o meno gradito, se ci sono aspettative per una eventuale seconda puntata e così via. Si tratta inoltre, da parte degli autori, di un reale  desiderio di parlare dei propri protagonisti con altre persone che, come loro, li considerano,  praticamente , esistenti! Senza arrivare agli estremi  di Tolkien, che, con gli anni, credeva di essere diventato uno Hobbit, e neanche a quelli di Balzac che, malato, voleva essere curato solo dal dottor Bianchon (un personaggio della Comèdie humaine!), credetemi pure: per ogni autore esistono davvero, da qualche parte, gli eroi e le eroine   dei suoi racconti e dei suoi romanzi.

Attenzione, però, a non strafare,  e a scegliere,per le presentazioni,  un luogo, o un posto, in cui sia assicurata una certa presenza di pubblico, altrimenti si rischia il cosiddetto “effetto parenti della sposa”: pochi, inneggianti presenti, dal “cumpa’ Pasquale” alla “zia Luisella”: meglio, a quel punto, rimanersene a casa….

Il “tour” di lancio di Susy Bomb, nei mesi scorsi, ha toccato Cesenatico, Cattolica, Rocca San Casciano, Trieste, Castrocaro Terme, Faenza, Forlì, Marina romea, Capracotta, Campobasso, Pietracatella, avvalendosi, spesso, della preziosa collaborazione di relatori quali  Paola Saiani, docente, storica e critica;   Barbara Grubissa , della Giunti al punto di Trieste;  Antonella Presutti, docente e scrittrice;  Valentino Campo e Fabio Mastropietro, poeti e critici letterari .

L’incontro di Ferrara, presso la Biblioteca Ariostea, è il primo di questa specie di “girone di ritorno” del libro….a tra non molto per altri aggiornamenti e altri appuntamenti.

Ma, ditemi: è utile, secondo voi, vedersi, parlare, ascoltare, rispondere, porre domande a propria volta, guardare in faccia chi  condivide una storia  con voi e, tutto sommato,  la considera vera e anche un po’ propria? 

MI è stato detto, di recente, che una signora ha chiamato “Floppy” il proprio gattino….beh, quel gattino, anche se non lo conosco, è in fondo anche un po’ mio e gli voglio bene.

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