Avete letto? Il primo bus genovese (mezzo dell’ATM), che è partito, il giorno 16 febbraio, con il cartello poubblicitario finanziato dall’Unione degli atei e agnostici italiani- benchè “ammorbidito” rispetto alla prima versione: la scritta adesso è: “la buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. Quella ottima è che credono nella libertà d’espressione”- non è partito dal garage per un problema alle batterie.
Si tratta di una rivolta delle macchine, che non se la sentono, nel loro cuore fatto di circuiti, di annunciare qualcosa in cui non credono? Oppure di un caso?
Seguito a trovare di pessimo gusto l’inziativa. Parlare di Dio necessita, probabilmente, di altri luoghi, di altre forme. E poi, scusatemi: come si fa a contare i milioni di presupposti atei italiani? Gli iscritti all’associazione non sono soltanto poche migliaia?
I conti non tornano.
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