Testata
Lug
16
2009
Gli esami fanno di nuovo paura?

Archiviati da poco gli Esami di Stato in tutta Italia, con qualche coda per le classi più numerose, ed eccoci alle prese con i conti. Più che triplicati i non ammessi, raddoppiati i bocciati, e questo soltanto per le Superiori; si è tornati a respingere anche alle Scuole medie, classi intermedie comprese. E’ un bene o un male? Certamente una maggiore serietà, più che severità, era ed è auspicabile. A nessun operatore scolastico sfugge che i livelli medi di conoscenze si sono paurosamente abbassati nel giro di pochi anni in tutti gli ordini di scuole, e che, ad esempio, una licenza liceale, classica o scientifica, di un quindicennio fa, significava  una mole di lavoro e, soprattutto, una preparazione culturale non paragonabile a quelle attuali.

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Giu
22
2009
Gli esami non finiscono mai

Susy Bomb è un’insegnante, Italiano e Latino in un Liceo classico, alle prese, più o meno un anno sì e un anno no (attualmente, con la nuova normativa) con gli esami di stato,  ex esami di Maturità, nome che però sopravvive nella coscienza comune…si capisce, si tratta di un rito di passaggio che ognuno considera essenziale, e che divide  i ricordi della giovinezza in un “prima” e un “dopo” .  Molti sono i  cambiamenti intercorsi a partire dal  1999, primo anno in cui si cominciò con la nuova normativa e si sostituì  l’ esame  “provvisorio” stabilito nel 1969 durato ben  trent’anni,   quello- bei tempi per gli studenti-con due materie all’orale e due agli scritti. Le oscillazioni hanno soprattutto riguardato la composizione della commissione, divisa in un primo momento tra esterni e interni, poi tutta fatta in casa (si immagina essenzialmente per ragioni di risparmio) , poi di nuovo metà e metà, ma non le tre prove scritte e tutte le materie orali, e neanche il voto finale in centesimi e non più in sessantesimi.

Come dai tempi di Gentile in poi, e nella persuasione che, in fondo, ogni generazione si ripropone sempre la stesse domande, ci si può domandare: servono veramente questi esami? Non basterebbe, come accade in molti paesi europei, il semplice scrutinio di fine d’anno? O un esame per tutte le facoltà universitarie alle quale ci si intende iscrivere? Rappresentano un’effettiva necessità, dato il valore legale del titolo di studi, o uno spreco di risorse?

E perchè mai molte università- quasi tutte- non concedono gran credito al voto finale, preferendo dare molto maggior valore ai propri test d’ammissione?

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