Testata
Mar
22
2009
I cani di Modica: dalla parte di Gabri l’animalista?

Tutti conosciamo   i tragici fatti di pochi giorni fa: cani maltrattati, affamati, inselvatichiti diventati assassini. Non si sa ancora con precisione che fine faranno gli animali, se verranno abbattuti, “rieducati” o chissà che cos’altro. Organizzazioni animaliste stanno raccogliendo firme per impedire che i cani siano eliminati, e, effettivamente, l’idea di questa strage di massa dà i brividi. Nello stesso tempo, però, non si può dimenticare  che quegli stessi cani sono stati la causa dell’orrenda  morte di un bambino: come se non riconoscessero più l’uomo, non avvertissero più i millenari legami tra intercorrono tra le due specie, in breve come se fossero diventati una razza diversa, pericolosa, feroce, ben distante dall’immagine del cane che ognuno di noi ha stampato nella mente.

Si è detto che, figli e nipoti di cani abbandonati o randagi, questi animali hanno perduto l’imprinting che possedevano dalla domesticazione in poi. Come reagiremmo di fronte a un branco di tigri? O di leopardi o di leoni potenzialmente pericolosi?

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