Che ci lasci con la voglia di rileggerlo? Che ci insegni qualcosa, su un periodo storico, qualche piega dell’animo umano, su noi stessi? Che ci faccia sognare, commuovere, intenerire, pensare? Che ci distragga dalla vita quotidiana? Desideriamo essere catturati da una storia e rimanere con il fiato sospeso fino alla fine, e seguire le vicende ed essere sorpresi e stupiti dal finale? Innamorarci dei protagonisti? O amare una prosa musicale di per sè, anche se la trama fa acqua e, di tanto in tanto, saltiamo qualche pagina noiosa di pure descrizioni?
E con quale criterio, entrando in libreria o al supermercato, decidiamo di acquistarne uno? Per la copertina,il risvolto, il titolo, il nome dell’autore? Siamo attirati di più dagli scrittori di “cose” o da quelli di “parole”? Ci affascinano le opere fiume- tanto per intenderci, alla Tolkien, o alla Mitchell- oppure gli scarni libretti poco impegnativi ma ugualmente attraenti, insomma una specie di “Love story”, su cui tutti i miei coetanei hanno lacrimato a lungo?
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