Testata
Riassunto della vicenda

Sono le sette meno un quarto di mattina dell’otto gennaio 2007, primo giorno di scuola dopo le vacanze di Natale, quando Susanna Manara, quarantasette anni, insegnante di Italiano e Latino nel liceo classico di Querceto, si alza dal letto e si accinge a prepararsi. Nel momento di mettersi in piedi le pare di notare una sgradevole novità, e, scrutando con maggiore attenzione la sua coscia sinistra, Susanna si accorge che, effettivamente, un enorme capillare “ramificato, rosso violetto” le deturpa ormai la pelle delle gambe, fino al giorno prima liscia e intatta. La scoperta del capillare, una specie di “ecomostro”, la turba più di quanto ci si potrebbe aspettare; quello che Susanna - in gioventù detta Susy Bomb per la propria, spettacolare bellezza - vede su di sé, non è, difatti, soltanto un piccolo segno del tempo, bensì il Tempo vero e proprio che all’improvviso le presenta il conto e che le annuncia il passaggio alla mezza età.

In pochi istanti, Susanna si rende conto di aver negato perfino con se stessa che il problema dell’invecchiamento riguarda, come tutti, anche lei; come tutte le sue coetanee è in pieno climaterio, è diventata presbite, è costretta a tingersi i capelli ogni tre settimane e, al mattino, si risveglia con le occhiaie… però, malgrado tutto, non si sente ancora pronta ad accettare la realtà, passando da “bella donna”, com’è sempre stata, a “bella donna matura”. Oscilla perciò tra diversi stati d’animo, la depressione e la ribellione, la malinconia e la rabbia, e le pare che tutto ciò che ha ricevuto dalla vita - ha un marito che la ama, due figli, una buona posizione economica e sociale - non riescano a consolarla per la progressiva perdita della bellezza e del suo potere di seduzione.

Mentre l’ex Susy Bomb, quella che “faceva rivoltare i neonati in carrozzina”, precipita sempre di più nella confusione, un giovane collega supplente di Educazione fisica, il trentenne palestrato, tatuato, rozzo ma prestante Ortensio Sollazzo, comincia ad assillarla con una corte asfissiante. Appassionato di New Age, la religione della Nuova Età che preannuncia un’epoca di “maggiore consapevolezza” per tutta l’umanità, con la scusa di prestarle il libro di un santone americano, “La quindicesima rivelazione”, Ortensio intesse un rapporto sempre più stretto con Susanna. La loro amicizia, a forza di parlare di reincarnazione o di premonizioni, diviene sempre più confidenziale e si tramuta, quasi insensibilmente, in una vera e propria relazione clandestina, benché semi-platonica.

Contemporaneamente allo sbandamento di Susanna, la ventenne Gabri, la figlia maggiore della protagonista, studentessa di Zoologia a Roma e fanatica animalista e ambientalista, vive, suo malgrado, le avventure dei suoi amici romani che appartengono a una cellula dell’associazione segreta “Salviamo i nani da giardino”. La filosofia del gruppo, il cui leader è uno studente di Lettere, Alessandro detto “Floppy”, ispirata alle gesta di un francese, il mitico “Magique le Nain”, è che in ogni nano da giardino sia imprigionata una parte dell’anima del mondo, e che occorra liberare tali spiriti in modo che essi si ricongiungano alle presenze positive che sono di aiuto agli uomini. Poiché l’unico modo di ottenere la loro “liberazione” è quello di martellarne le statue, i Nani trascorrono le domeniche girovagando per le campagne romane, facendo il censimento di tutti i loro possibili obiettivi, che raggiungono, di preferenza, la notte.

Le vicende di Susanna e di Gabri si intersecano con quelle di altri importanti personaggi che ne condividono il mondo: il mite ma noioso Giovanni, il marito di Susy, cultore delle borse orientali e soprattutto dello yen; il collega e amico d’infanzia Umberto, instabile sentimentalmente ma di buon cuore; Samantha, la trentenne compagna di quest’ultimo, attirata a sua volta dallo pseudo - massaggiatore shiatsu Terenzio Sollazzo, fratello di Ortensio.
Sullo sfondo, la provincia italiana che cerca di non rimanere indietro in nessun difetto rispetto alla grande città, ma che conserva, fortunatamente, anche qualche buona virtù dei tempi andati…

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