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benvenuti!
Giu
10
2010
Susy Bomb ha cinquant’anni…

…anzi quasi cinquantuno, visto che è del ‘59.

Mamma mia! Che numero impressionante, quando se ne hanno trenta o quaranta! Mi è rimasto ancora sulla bocca il modo di dire”oh, ma non  ho mica cinquant’anni”, che dovrò frettolosamente rivedere in “oh, ma non ho mica sessant’anni”… in attesa di spostare ancora più in là, quando sarà.

Nel Molise c’è un proverbio poco incoraggiante (ma i proverbi, si sa, risalgono alla notte dei tempi, insomma spesso fotografano una realtà sorpassata: speriamolo):

“Cinquant’anni? Buttati a mare con tutti li panni”.

Ma non è più così, vero?

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Giu
09
2010
Che succede quando un autore….

………ha un romanzo in testa e  tenta di trasferirlo nel computer  o su qualsiasi pezzo di carta che si trova sottomano, si trattasse pure dei biglietti dell’autobus, del conto del supermercato o  di un pacchetto di sigarette vuoto?

Che non pensa a nient’altro. Che non risponde al telefono. Che è frettoloso anche con i figli che studiano lontano, ciao ciao, bella di mamma, tutto bene? Sì, sì, tutto  bene, a presto, ciao ciao.

Che è veloce anche con i genitori che ugualmente stanno lontano, mamma babbo tutto ok? Sì sì tutto ok, ciao ciao mamma e babbo.

Che a pranzo ripropone sempre le stesse cose, perchè quando cucina cucina doppio o triplo, legumi lessati per tre volte, sugo per quattro, per non perdere tempo.

Che addirittura, pur essendo romagnola di nascita e molisana di adozione, insomma due regioni in cui la pasta fatta in casa è l’unica vera pasta, di nascosto calla famiglia (per non fare figuracce e non far sentire trascurati figli e marito) compra le tagliatelle in un negozio “Pasta fresca” e le spaccia per proprie, ma certo, le ho fatte io per amor vostro anche se sto scrivendo, vi rendete conto?

Che, visto che non ha il tempo di andare dal parrucchiere, perchè, poveretta, è dominata da questa ossessione del romanazo,  arriva al punto di mascherare i capelli bianchi (i quali,  purtroppo , spuntano anche se lei è in piena ispirazione ), con il mascara per le sopracciglia.

Che, che.. che..

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Mar
11
2010
“Codice donna”

Il prossimo appuntamento per presentare “La notte in cui sparì l’ultimo pollo”, sabato 13 marzo a Novafeltria, Rimini, nell’ambito della festa della donna (così ben sottolineata e articolata da durare più di una settimana), mi ha costretto a una specie di ripasso della questione. Veloce veloce..

Dunque. Non si può non cominciare con Olympe de Gouge, giornalista, scrittrice e attivista politica che, nel 1791, e due anni dopo la celeberrima “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino”( 26 agosto 1789), diffuse la “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina”, nella quale rivendicava  l’uguaglianza sociale e politica.. Invisa a Robespierre, nel 1793 finì ghigliottinata per le sue idee.

Nel 1856 John Stuart Mill compose assieme alla moglie Harriet l’opera “On liberty”, in cui la soggezione della donna veniva paragonata a quella dei popoli coloniali e considerata un dispotismo inammissibile, perchè nato da una presunzione di superiorità del proprio sesso o della propria civiltà senza ragion d’essere.

Più tardi il filosofo inglese pubblicherà un testo specifico sulla questione femminile, nel quale la posizione subordinata della donna è definita uno sciocco arcaismo, sopravvivenza di un atto di forza compiuto dagli uomini nei tempi passati. La dipendenza delle donne non nasce da un’inferiorità naturale, bensì dalla loro debolezza fisica: il rapporto è lo stesso che intercorre tra uno schiavo e un padrone. Il padrone ha vinto in guerra lo schiavo e lo ha  ridotto in quello stato in quanto perdente; lo stesso meccanismo si ritrova nelle società civili dominate dall’elemento maschile: l’uomo,  più forte,  è il padrone, la donna, più debole , la schiava. John Stuart Mill, da buon liberale, considera davvero stridente questo rapporto di subordinazione, avallato dal pregiudizio e dalla tradizione, nel mondo occidentale nel quale è nato il giusnaturalismo, ovvero la dottrina dei diritti di natura..(1)

John Stuart Mill

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Set
02
2009
“La notte in cui sparì l’ultimo pollo”: lo sfondo

Nel 1969 sembra ancora perdurare - anzi raggiunge il suo culmine il 21 luglio, con lo sbarco dell’uomo sulla luna - l’ottimismo che ha contrassegnato la fase precedente, quella del “boom” e dell’industrializzazione, della Scuola media unificata, delle Lambrette e delle Vespe che sfrecciano, delle utilitarie prese a rate, dei capelloni, dei beatnicks e della musica leggera. In realtà i contrasti societari da noi sono ancora molto stridenti. Enorme è la differenza tra il Nord e il Sud. Milano a Ferragosto è un deserto, con i negozi chiusi e il vigile che non ha niente da fare in mezzo alla strada vuota, ma il 60% degli Italiani non sa che cosa sia una vera vacanza e, nei paesi del Sud, le donne vestono di nero, le automobili scarseggiano e le ragazze stanno ben attente a non provocare chiacchiere, perché basta poco per essere considerate “poco serie”. Perfino attraversare una piazza fitta di uomini provoca batticuore e imbarazzo. Vecchio e nuovo, in quell’anno alla svolta del decennio,  stridono singolarmente. Escono libri considerati scandalosi come “Il lamento di Portnoy”, di Philip Roth, ma il permissivismo nascente è limitato solo alle fasce alte della popolazione, alle grandi città, alle zone industrializzate. Nel mese di agosto c’è il primo happening della storia: il grande raduno di Woodstock, gigantesco festival di musica pop che è tutto un inno al movimento hippy. Ma si tratta di USA…

(2.  Continua)

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Ago
29
2009
1969 -2009: “La notte in cui sparì l’ultimo pollo”

A settembre la nuova edizione di Susy Bomb vi aspetta in libreria; ma ci sarà anche un nuovo romanzo, intitolato “La notte in cui sparì l’ultimo pollo”, sempre di Giunti Editore, collana “Narrativa” diretta da Gianluca Formichi.

“La notte in cui sparì l’ultimo pollo” è  una commedia, anzi  quello che, con un linguaggio un po’ salottiero, si definirebbe romanzo “brillante”… insomma è divertente, fila via liscio, e vi si racconta una storia che si dipana durante l’estate del 1969.

Un anno importante per l’Italia e per il mondo.

I Sessanta, con tutta la loro portata di novità, modernità, tecnologia spaziale, protesta studentesca e scossoni societari vanno concludendosi. Le case della borghesia sono lucidate a dovere con la cera Liù o Grey, per i bambini la serata televisiva termina con Carosello, le donne portano le minigonne e gli occhialoni e qualche ragazza audace osa il nude-look come le attrici. Le cantanti che si ascoltano sono Patty Pravo, Sylvie Vartan e Nada, Battisti non è ancora esploso definitivamente e negli USA si vanno preparando film come “Soldato blu” (1970) in cui gli indiani non sono più i cattivi da affrontare e sconfiggere  con il Settimo Cavalleria, segno di una nuova sensibilità.

La guerra fredda tra Est e Ovest è in pieno svolgimento, e la corsa alla luna sta per essere vinta dagli Stati Uniti. Il presidente americano è Johnson, Breznev regna sovrano in URSS, il leader francese è Pompidou mentre il generale De Gaulle, deluso, si è ritirato a vita privata a Colombay-les-deux-èglises.

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Ago
25
2009
Nuova edizione e nuova copertina per Susy Bomb

Nuova edizione per Che fine ha fatto Susy Bomb, a settembre in libreria

Nuova edizione e nuova cover , tutta giocata tra il bianco, il nero e il rosa,  per Susy Bomb, di nuovo in libreria alla fine di settembre con una  veste diversa… anzi con una veste  e con un corpo, mentre, nell’edizione precedente, il personaggio era più che altro suggerito da un paio di supersexy stivali bianchi di vernice.

E’ come se l’illustratore avesse voluto evidenziare, con l’attuale edizione,  un altro lato di Susy: che nel romanzo è una bella quasi cinquantenne, ma è stata, innanzi tutto, una bella ragazza di quegli anni tra i Settanta e gli  Ottanta  che la nuova copertina suggerisce,.

Fisico snello e lunghe gambe, e corta tunica dai disegni un po’ geometrici, a cavallo di una smagliante Lambretta rosa. Il viso non si vede: rimane nell’ombra e se ne distinguono solo i contorni, con i lunghi capelli di rigore.

E l’atteggiamento è: pensoso? Riflessivo? Solo sexy? E’ una Susy che si rivede com’era o come pensa ancora di essere, tra le pieghe del suo essere adulta, prof e mamma?

Vengono in mente i giornali di quegli anni. E non solo. Quando le modelle si chiamavano ancora “indossatrici” e si definivano semplicemente “magrissime” e non “anoressiche”. Quando noi ragazze affrontavamo con entusiasmo la dieta punti, perché c’era scritto che un kg di salsiccia ne valeva solo uno (mentre con un grissino avevi sballato già il conto). Quando si pubblicizzavano sulle riviste femminile gli indumenti dimagranti, con i quali perdevi di notte i kili in eccesso senza neanche accorgertene, solo svegliandoti con le gambe sudatissime e appiccicose. Nessuno ci aveva detto che bastava bere un bicchier d’acqua per recuperare quello che si era “perso” durante  la notte.

Però era una simpatica illusione.

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Mag
05
2009
Un seguito per Susy Bomb? Perchè no….

Rispondo a Giovanna, che lusinga la mia vanità e sollecita la mia immaginazione (perchè, si capisce, nella mia testa c’è una Susy 2, e magari anche 3 o 4…).

Certo che mi piacerebbe scrivere il seguito! D’altra parte, ci sono parecchie situazioni che non si concludono (ma la vita vera non è forse così?). Santarita si fidanzerà  con Dean? Susy Bomb è proprio così sicura che la meno’ non le causerà altre  oscillazioni sulla torre più alta del castello? E zio Minuccio, così influente, resisterà alla tentazione di scendere in campo e di presentarsi alle elezioni, visto che a Querceto tutti gli chiedono di farlo?

Io sono qui….

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