Susanna
Susanna Manara è nata a Querceto (immaginaria città del Molise dell’interno, con cinquantamila abitanti) nel 1959, primogenita di un noto avvocato. La famiglia Manara è agiata, estesa e ramificata ed occupa, in città, molte posizioni di rilievo; il vero patriarca ne è considerato zio Minuccio (diminutivo di Domenico), presidente del TAR, dal quale l’intera famiglia si riunisce, per interminabili pranzi, a Santo Stefano, a Pasqua e a ogni compleanno dello zio (feste che si concludono la formula bacia a zizì). Susanna ha frequentato il liceo classico “Marco Agrippa Quercus” - la scuola nella quale insegna - e si è laureata in Lettere a Roma con una tesi in storia romana, rifiutando la carriera universitaria perché già fidanzata con Giovanni e desiderosa di sposarsi giovane. Moglie nel 1984, diventa madre di Maria Pia Gabriella (Gabri) nel 1985 e di Federico nel 1995. La sua bellezza, in gioventù, era addirittura esplosiva, da qui il soprannome di “Susy Bomb”: alta un metro e settantuno, taglia quarantadue, quarta di reggiseno, bionda e slanciata, Susanna ha l’abitudine, mai rinnegata, di non uscire di casa senza almeno otto o nove centimetri di tacco. In città è stata sempre considerata un incrocio tra Catherine Deneuve per la sua biondezza, Barbie per la sua eleganza e Barbarella per le sue forme. Non riesce, proprio non riesce a rinunciare a tutto questo a causa dell’età che avanza…
Giovanni
Anche Giovanni Di Lallo, come sua moglie Susanna, è nato nel 1959, ma, come mentalità, appare molto più vecchio. Compassato, signorile, sempre con l’ombrello dietro, indossa spesso un impermeabile Burberry’s; è ordinato e pignolo e soffre silenziosamente del caos provocato dalla sua disordinatissima moglie. Laureato in Economia alla Bocconi, Giovanni è il direttore dell’INPS di Querceto. Alto un metro e settantotto, chiaro di capelli, un po’ sovrappeso, detesta l’esercizio fisico e adora la vita tranquilla e l’opera lirica. Ha avuto ed ha un solo grande amore, Susy, che, per lui, non è cambiata affatto dalla ragazza che gli disse di “sì” nel 1977. Però, malauguratamente, non glielo dice mai.
Umberto
Umberto Berardinelli, la stessa età di Susanna, è il figlio di un artigiano di Querceto che si è svenato per permettergli, fin da ragazzo, di ben figurare nella buona società molisana, dalla quale Umberto si è sempre sentito attratto, considerandola adatta alla sua natura di persona brillante e di bell’aspetto. Umberto, che da bambino era detto Umbi-Bumbi, si è laureato in Architettura a Firenze e, oltre alla professione di insegnante di Storia dell’arte nel liceo classico “Marco Agrippa Quercus”, passa per un ottimo (e caro) progettista e arredatore d’interni. Bruno, alto, magro, con una vaga somiglianza con George Clooney, è salutista e attirato dal fitness e sempre elegantissimo. Ha avuto due mogli, una più ricca (e, secondo Susanna, anche più scema) dell’altra, e adesso vive con la trentenne Samantha, sua ex alunna. Ha un unico figlio, l’atletico Pierluigi, campione di karate, autista dei pullman cittadini, che Samantha chiama “il Tarallone”. Umberto è stato il primo fidanzato di Susanna; benché si siano lasciati nell’ormai lontano 1975, continua a guardare Susanna con un’aria di interesse che irrita profondamente Giovanni.
Betta
Maria Benedetta Di Lallo è la sorella maggiore di Giovanni. Nata nel 1955, insegna Matematica e Fisica nel liceo scientifico di Querceto, ma la sua vera vocazione sarebbe stata il convento. Organizza da anni gruppi di preghiera, ritiri e pellegrinaggi nel santuario abruzzese di San Firmino, con partenza alle due del mattino. D’altra parte, è molto organizzata e mattiniera, e, alle cinque antimeridiane, quando si alza, cucina, pulisce, va alla Messa, spolvera e apparecchia la tavola per il pranzo prima ancora di recarsi a scuola. Ha due figlie gemelle, Elena e Stefania, precocemente vecchie e stantie, che non hanno mai avuto un ragazzo e, nel parere di Susanna, se continueranno ad assomigliare alla loro madre, non l’avranno mai.
Samantha
Appartiene alla buona borghesia di Querceto, e non ha mai avuto molta voglia né di studiare, né di lavorare. Nata nel 1976, al liceo si incapricciò terribilmente del suo professore di Storia dell’arte, Umberto, di diciassette anni più anziano; con la scusa di non aver capito bene la lezione, gli telefonava un paio di volte al giorno e, nel frattempo, cambiava di continuo look per impressionarlo. Dai e dai, ne è diventata la compagna, ma, nel romanzo, il rapporto tra Umberto e Samantha attraversa un momento di stanca. L’incontro con il duro, prepotente ma attraente massaggiatore Terenzio è decisivo per Samantha, che finirà per perdere la testa per lui.
Ortensio
Ortensio Sollazzo è nato a Dodoli, un paesino piuttosto sperduto del Molise in provincia di Querceto, nel 1976, segno zodiacale Sagittario (è la prima cosa che dice, pronto ad affermare che il suo segno va molto d’accordo con qualunque altro se il suo interlocutore è una donna). È un colosso: alto un metro e ottantaquattro, spalle larghe, biondino, fa wrestling e pesi da quando aveva quattordici anni e il suo sogno è sempre stato quello di aprire una palestra. Ha frequentato l’ISEF ed è supplente di Educazione fisica nell’attesa di diventare il personal trainer di una qualche autorità (anche se lui preferirebbe una star). I suoi natali sono modesti, ma sua madre, Rosa, si dà molto da fare per contribuire alla realizzazione del sogno del figlio: un po’ fattucchiera, un po’ consigliera, collabora attivamente con il mago Donovan (all’anagrafe Pasquale Gino Scognamiglio).
Terenzio
Nato nel 1981, è il fratello minore di Ortensio, con il quale divide un bilocale in un quartiere senza pretese di Querceto, nei pressi della palestra “Mimosa” della quale Ortensio è il titolare. Porta i capelli lunghi sulle spalle e, nel suo parere, è molto più trendy del fratello maggiore, e, in realtà, ha ancora più successo con le donne (forse a causa del pugnale d’argento - un simbolo fallico - che porta appeso al collo). Non ha terminato le scuole superiori e nutre un complesso di inferiorità nei confronti di Ortensio, che ha fatto scrivere a caratteri cubitali sulla loro porta il titolo di Professore. Terenzio è stato animatore nei villaggi turistici e spogliarellista per donne; fa il massaggiatore, pur non avendone alcun titolo, e si considera uno specialista nella lotta contro la cellulite (“Come le rassodo io, le donne, non le rassoda nessuno”).
Donovan
Il mago Donovan è, tra i maghi del centro-sud, uno di quelli che hanno subito un’evoluzione sorprendente: da interprete di telenovelas prodotte da emittenti locali è passato a cartomante, dopodiché si è scoperto counselor New Age, raddoppiando gli affari. La sua villetta, nella campagna romana, ospita convegni per persone danarose, che ricorrono anche a qualche “aiutino”. Per abbellire la sua casa, Donovan ha acquistato una quarantina di statue da giardino, tra i quali tutti i sette nani più Biancaneve; la villetta è difatti conosciuta, nel gergo dell’associazione segreta “Salviamo i Nani da giardino”, come Naniland, obiettivo Numero uno e grande azione esemplare.
Gabri
Il suo nome completo è Maria Pia Gabriella, come la nonna materna. È nata a Querceto nel 1985 ed ha frequentato il liceo classico “Marco Agrippa Quercus”, facendo scoppiare d’orgoglio materno Susanna, insegnante nella stessa scuola, per i suoi ottimi risultati. È sempre stata una gran secchiona e, insieme, una bellezza bionda e longilinea come la madre. È nata animalista e zoologa; ha soccorso e raccolto animali di tutti i tipi; stupì la sua maestra, alle elementari, enumerando tutti i motivi per cui non bisogna assolutamente eliminare le zanzare. Nonostante le sue doti fisiche, è molto sobria nel vestire, generalmente si lega i capelli e per casa va in giro con la crema per asciugare i brufoli spalmata sulla faccia. Si considera una donna tosta e senza fronzoli, unica cultrice, in tutto il mondo, del granchio “Saltellus” dei Sargassi.
Floppy
Il suo vero nome è Alessandro. È alto, magro, un po’ allampanato, porta gli occhiali e i capelli intrecciati nei dred. Soffre di tonsillite psicosomatica (dice lui) e ama la musica reggae. È nato a Roma nel 1985, figlio minore del proprietario di un Computer discount della capitale, e possiede non solo una grande dimestichezza con i computer, ma perfino la loro memoria. Anche per questo è il vero leader del gruppo “Salviamo i nani da giardino”, nonché il vero ideologo. Si è interrogato a lungo, prima di fondare la loro cellula, se fosse il caso di martellare le teste dei nani da giardino oppure di rapirli e di liberarli, semplicemente, nei boschi. Alla fine, ha scelto la prima soluzione. In precedenza è stato castrista e poi anarchico, e adesso è ecologista. Ama, senza esserne ricambiato, Gabri, e si è autoeletto le sue “Ali”. Studia Lettere, una di quelle facoltà che Gabri considera totalmente inutili.
La bidella Concetta
È nata nel 1955 a Dodoli, lo stesso paese di Ortensio e Terenzio, e crede, come tutti i dodolesi, di essere sottovalutata dagli spocchiosi quercetani. La sua riscossa avviene quando si accorge che la professoressa Susanna Manara, tanto superba, ha un debole per quel bel guaglione di Dodoli che è Ortensio, e passa un mucchio di tempo con lui chiusa in un’auletta vicino alla palestra. L’antipatia di Concetta per Susanna la porta perfino a smentire quest’ultima sulla questione dell’età: mentre Susy ha detto a Ortensio di essere nata nel 1964 (togliendosi così cinque anni buoni), la bidella giunge al punto di scartabellare nei registri degli insegnanti e rivelare al suo compaesano la verità.
