Testata
Nov
22
2009
Una casa con giardino

Durante il firma copie a Campobasso, lo scorso 5 novembre, mi è stato domandato se c’è qualcosa in comune tra me e la Sabrina, la protagonista de “La notte in cui sparì l’ultimo pollo”, e se i due bambini che compaiono in copertina sono realmente i fratelli della protagonista, Renata e Nelson.

Condivido con i tre ragazzini, Sabrina, Renata e Nelson, un’infanzia fortunatamente felice vissuta alle spalle del mare di Cattolica, a Ponte Tavollo, nella grande casa con giardino annessa alla centrale elettrica. Ma  anche qualcos’altro, come il tipo di educazione ricevuto- abbiamo studiato tutti e tre dalle suore, le Maestre Pie dell’Addolorata-  e qualche piccola vicenda. Tuttavia, il viso dei due bambini in copertina non è quello dei miei fratelli, e le vicende sono in buona parte d’invenzione..Di certo, uno dei particolari che ricordo con maggiore rimpianto della mia infanzia era il grande giardino nel quale, praticamente, noi tre vivevamo.

Un grande giardino, con i suoi mille angoli che la fantasia può trasformare a  piacimento, è un luogo magico. Non solo si impara ad apprezzare la natura con le sue trasformazioni stagionali, ma è come se da essa si potesse direttamente ricevere una forza speciale, la stessa della rugiada al mattino, che fa da tramite tra il giorno e la notte e ti ricorda di continuo il tuo essere un figlio della terra.

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Commenti

Che carini! Siete davvero come vi avevo immaginato leggendo il libro. Però, qua, ci vorrebbe una testimonianza diretta dei tuoi fratelli che perdonano la loro sorella maggiore per tutto quello che gli ha fatto fare!

Sono d’accordo con Barbara!
Urge assolutamente commento dei “poveri fratelli” della protagonista, ammesso che l’abbiano già perdonata…
Siete veramente teneri e secondo me rappresentate molto bene gli anni ‘60, anch’io me li sono sempre immaginati così gli anni del boom, con bambini sorridenti stretti nei loro cappottini eleganti, riviere piene di galli romagnoli :), tedeschi a frotte e un grande ottimismo verso un futuro tutto da scrivere.

Il romanzo “La notte in cui sparì l’ultimo pollo” è:
descrittivo, sorprendente, tenero, informativo, storico.
La protagonista è una ragazzina di 11 anni, molto sveglia e carismatica per la sua età, ma, come tutti i ragazzini, anche molto ingenua. Ha deciso di cambiare in bene il mondo che la circonda con l’aiuto dei suoi fratellini più piccoli che la assecondano, come si conviene ad una primogenita, in tutto e per tutto.
L’avventura di questi ragazzini si svolge nel 1969, anno dello sbarco sulla luna, dei mitici Beatles, dei figli dei fiori, dell’inizio delle vacanze di massa: chi li ha vissuti, ne ritrova i ritmi! Siamo sulla costa romagnola, in una “Cattolica” vacanziera ma anche rurale ed arretrata.
Da seguire attentamente il libro dello zio Michele che fa da poggiapiedi alla protagonista. E’ lui che fa ruotare completamente la storia spostando l’attenzione sugli avvenimenti della Prima guerra mondiale. Ma è anche quello che permetterà il riscatto della terribile ragazzina.
Cara Simonetta, ho detto bene?
Bravissima e complimenti, mi hai lasciato a bocca aperta per la tua straordinaria fantasia!

Cara Susy,
non posso fare altro che unirmi ai complimenti di Barbara e al suo perfetto giudizio!
Avventure esilaranti e tenerissime e ua fantasia senza confini: anche questo libro, come quello di Susy Bomb, è stato un’autentica goduria.
Peccato che lo abbia già finito:((
Arrivare alla fine di una storia avvincente è veramente un gran dispiacere! Un simpatico compagno di risate non lo si vorrebbe mai abbandonare…

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