In passato solo le case principesche possedevano un parco, simbolo di potere e insieme di separazione e diversificazione dalle abitazioni dei sudditi. Col passare del tempo l’ideale aristocratico, soprattutto durante l’Umanesimo, si complica di riflessioni filosofiche: un giardino è un microcosmo in cui l’uomo e la natura, la civiltà e la natura si incontrano. Le case borghesi, imitando quelle dei sovrani, già dall’Ottocento si circondano di un giardino diviso in varie zone che, più o meno consapevolmente, ricordano le teorizzazioni dell’Umanesimo: il prato, il bosco, la fontana, il giardino segreto, quello più vicino all’edificio. In fondo, anche negli attuali giardini la simbologia si ripete e si tramanda; attenzione, allora, quando disegniamo un’aiuola o sistemiamo una statua da qualche parte…potemmo comunicare una simbologia diversa da quella che abbiamo in mente.
Un giardino ritratto dal vero- nè all’italiana nè alla francese nè all’inglese, semplicemente un giardino degli anni Sessanta coltivato a fiori con una zona a boschetto, una piccola fontana e un’altalena- fa da sfondo costante a “La notte in cui sparì l’ultimo pollo”. Qui i tre protagonisti elaborano le strategie per migliorare la vita dei loro amici, una volta deciso di trasformarlo in una comune “hippy”. Qui si rifugiano, qui si nascondono, qui ascoltano la musica , da qui, arrampicati su un albero, osservano, muniti di binocolo, i loro vicini. I bambini hanno dato un nome a tutti i suoi angoli; in particolare, ci sono la prateria e l’Antica Roma, luogo, quest’ulitmo, dove, vestiti di lenzuola vecchie, interpretano Cesare accoltellato da Bruto in Senato.
L’Antica Roma, in realtà, nel mio giardino c’era davvero…
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Un giardino per un bambino è un universo che permette di fare scoperte meravigliose. Ogni bambino dovrebbe avere il suo. Purtroppo al giorno d’oggi li rinchiudono negli appartamenti proibendogli qualsiasi rapporto con la natura. Che tristezza.
Ho letto il libro. Mi è piaciuta molto questa umanità ondivaga (in tema con l’ambiente). Sono stata davvero sorpresa dal finale. Caspita!, brava all’Autrice