Archive for Settembre, 2009
Stessa spiaggia, stesso mare… quando sulle spiagge romagnole non c’era ancora il “risveglio muscolare” a suon di disco dance al mattino, né l’animatrice che badava ai bambini mentre i genitori prendono l’aperitivo al pomeriggio, tantomeno i fattori di protezione nei solari… insomma ai tempi di Coppertone, con la pubblicità del cane che tira giù il costumino sul sederino bianco di una bimba.
Insomma quando ci scottavamo tutti, però ci divertivamo.
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E’ ormai una tradizione: con l’intento (davvero meritorio) di aprire i luoghi della cultura a tutti, bambini compresi, e di mostrarli a un pubblico il più possibile vasto nella loro veste più accattivante, le biblioteche della Romagna organizzano ogni anno, durante un’apertura straordinaria, una serie di eventi rivolti a tutte le età.Si va dagli spettacoli teatrali ai reading, dalla presentazione di libri ai concerti o ai recital, in un cartellone fitto e decisamente attraente.
La data del 2009 è domenica 18 ottobre.
E a Cattolica, presso la Biblioteca comunale, in Piazza della Repubblica n. 31, tel. 0541/ 966603, quest’anno ci sarò anch’io, alle ore 17. Per parlare della nuova edizione di Susy Bomb, in libreria all’inizio di ottobre; ma soprattutto per un’anteprima di “La notte in cui sparì l’ultimo pollo”, ambientato interamente a Cattolica… e, per di più, con un personaggio che di mestiere fa proprio la bibliotecaria…
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In questo blog si parla soprattutto di donne, com’è naturale per un blog collegato a un romanzo “rosa”, inteso come “al femminile”. E se ne parla da svariate angolature, con frequenti interventi della cronaca -beh, si capisce, siamo la metà, e anche di più, del mondo.
Quindi mi è praticamente impossibile tacere e non riflettere almeno per un momento su quanto è accaduto a Sanaa, qui in Italia, qui a due passi da ciascuna di noi. E’ troppo forte il contrasto tra una società liberale e fortemente permissiva come la nostra, che ormai impartisce la stessa educazione ai maschi e alle femmine (e, di conseguenza, i comportamenti dei due sessi appaiono, spesso non piacevolmente, uniformati) , e la volontà di un genitore che, invece, ritiene di essere il padrone dello “ius vitae” della propria figlia.
Sappiamo tutte perfettamente che nella maggior parte del pianeta la donna vive in una condizione di inferiorità spesso addirittura giuridica, dunque imposta dalla legge e non soltanto da una mentalità segregazionista, e che i diritti di cui godiamo in Occidente sono stati forgiati da lotte durate dei secoli. Per questo non è certamente accettabile che avvengano violenze contro le donne in qualsiasi Paese, ma, ancora di più, lo è in un Paese democratico, che ha lungamente combattuto affinchè i suoi membri, senza differenze di sesso o religione, possano effettivamente dirsi tutti uguali.
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Poco più di un anno fa ha tenuto a battesimo la collana Narrativa di Giunti, ma Susy Bomb è pronta a tornare con una nuova edizione di “Che fine ha fatto Susy Bomb?”.
Prossimamente nelle librerie, la “nuova” Susy è quella che vedete ritratta qua a lato, nell’illustrazione elaborata da Cinzia Chiari e decisamente in linea con il personaggi!
Se volete dare un’occhiata più da vicino, cliccate sull’immagine per visualizzare una versione più grande. Che ne dite, vi piace?
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Nel 1969 sembra ancora perdurare - anzi raggiunge il suo culmine il 21 luglio, con lo sbarco dell’uomo sulla luna - l’ottimismo che ha contrassegnato la fase precedente, quella del “boom” e dell’industrializzazione, della Scuola media unificata, delle Lambrette e delle Vespe che sfrecciano, delle utilitarie prese a rate, dei capelloni, dei beatnicks e della musica leggera. In realtà i contrasti societari da noi sono ancora molto stridenti. Enorme è la differenza tra il Nord e il Sud. Milano a Ferragosto è un deserto, con i negozi chiusi e il vigile che non ha niente da fare in mezzo alla strada vuota, ma il 60% degli Italiani non sa che cosa sia una vera vacanza e, nei paesi del Sud, le donne vestono di nero, le automobili scarseggiano e le ragazze stanno ben attente a non provocare chiacchiere, perché basta poco per essere considerate “poco serie”. Perfino attraversare una piazza fitta di uomini provoca batticuore e imbarazzo. Vecchio e nuovo, in quell’anno alla svolta del decennio, stridono singolarmente. Escono libri considerati scandalosi come “Il lamento di Portnoy”, di Philip Roth, ma il permissivismo nascente è limitato solo alle fasce alte della popolazione, alle grandi città, alle zone industrializzate. Nel mese di agosto c’è il primo happening della storia: il grande raduno di Woodstock, gigantesco festival di musica pop che è tutto un inno al movimento hippy. Ma si tratta di USA…
(2. Continua)
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