…non è Susy Bomb a dirlo, ma la femminista anglosassone Charlotte Perkins Gilman, nel 1910. Non intendiamo essere identiche, per carità, uguali, però, sì!
Ma, ragazze, quanto c’è voluto per darci la possibilità di fare le cose più banali e normali- fortunatamente per noi-, come votare, guidare la macchina, intestarci un’impresa, ereditare, avere una carta d’identità singola e non “appoggiata” a un tutore maschile, truccarci, mostrare le gambe, indossare pantaloni, uscire di casa senza ancelle o zie o parenti …e non dimentichiamo che tutto questo è ancora un sogno per tante e tante donne….E’ più difficile, comunque, smussare dalla testa di certi uomini pregiudizi stantii che non avere accesso a tutte le possibili carriere. Avete notato che quando una donna è criticabile per qualunque aspetto che nulla c’entra con la sua moralità, vera o supposta, c’è sempre una sola parola per qualificarla o insultarla? Sempre la stessa da millenni?
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