Cara Beatrice, hai ragione: lancio il sasso e poi nascondo la mano, come diceva mia suocera. Non nego che sia stato piacevole, e anche emozionante, partecipare a tante presentazioni, e soprattutto ho apprezzato la TV..ma sì, la tv, che ci accompagna, noi baby- boomer, da quando siamo nati, anzi noi rappresentiamo proprio la prima generazione che è cresciuta con Braccobaldo, Giocagiò, Lo Zecchino d’oro e Mago Zurlì, Chissà chi lo sa….ragazze, ve li ricordate? E chi è che si ricorda de “I ragazzi di padre Tobia”, che io adoravo? 1968 o giù di lì….
Rapidamente: “Cominciamo bene” ha due magnifici conduttori. Gentile, alla mano e molto affabile Fabrizio Frizzi, bella, elegante, disinvolta e sicura Elsa Digati. Che peraltro già conoscevo, perchè, in passato, ha lavorato per la sede regionale RAI del Molise, con la quale ho collaborato come autrice di testi. Piacevolissimo ritrovarla.
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Infine, riesco a scrivere su questo post:
Cara simonetta, ad un certo punto della tua esposizione in tv, sciolta, disinvolta, mi ha colpito la tua improvvisa alzata di sopracciglia con lo sguardo interrogativo verso l’intervistatore, che probabilmente ti chiedeva di accorciare, e che hai saputo fare con grande eleganza.
Insomma nelle interviste televisive quello che mi infastidisce sono i tempi davvero stretti concessi agli ospiti. Come si fa a dire l’essenziale in non più di 1 minuto e mezzo? Ci vuole davvero una grande capacità di sintesi che sono in pochi a possedere. Queste interviste mi mettono l’ansia solo a sentirle. Tu, te li aspettavi tempi così ristretti? Come hai trovato gli interventi degli altri?