Che ci lasci con la voglia di rileggerlo? Che ci insegni qualcosa, su un periodo storico, qualche piega dell’animo umano, su noi stessi? Che ci faccia sognare, commuovere, intenerire, pensare? Che ci distragga dalla vita quotidiana? Desideriamo essere catturati da una storia e rimanere con il fiato sospeso fino alla fine, e seguire le vicende ed essere sorpresi e stupiti dal finale? Innamorarci dei protagonisti? O amare una prosa musicale di per sè, anche se la trama fa acqua e, di tanto in tanto, saltiamo qualche pagina noiosa di pure descrizioni?
E con quale criterio, entrando in libreria o al supermercato, decidiamo di acquistarne uno? Per la copertina,il risvolto, il titolo, il nome dell’autore? Siamo attirati di più dagli scrittori di “cose” o da quelli di “parole”? Ci affascinano le opere fiume- tanto per intenderci, alla Tolkien, o alla Mitchell- oppure gli scarni libretti poco impegnativi ma ugualmente attraenti, insomma una specie di “Love story”, su cui tutti i miei coetanei hanno lacrimato a lungo?
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Commenti
in un libro cerco principalmente una cosa: che sposti la mia ottica. Che sia il libro da scrivania su cui rifletto per ore e instancabilmente, il libro da spiaggia,che mi trattiene il fiato e mi strappa dalla vita quotidiana, il libro di poesia, che in qualche modo mi eleva, rimane in me quella pagina che mi stupisce. In genere personaggi ben delineati mi convincono, nello stesso modo in cui, nella realtà, persone caratterialmente ben strutturate riescono a farsi accettare da me nonostante delle prime perplessità. Buoni personaggi parlano con coerenza, hanno un linguaggio diverso uno dall’altro e per questo facilmente si fissano nella mente. Le descrizioni devono bastare a delineare un ambiente in cui questi personaggi si muovono e non eccedere. Pochi devono essere gli oggetti e tutti in relazione con l’azione in corso. Ho già risposto, dunque: prediligo il libro di “cosa” e non di parola. Questo perchè credo che siano i fatti a stupirci realmente,molto più delle parole.
Interessante…. Per me la cosa importante è che la storia sia credibile. Una storia non credibile perde tutto il suo fascino.
In libreria, quando prendo un libro in mano, leggo la quarta di copertina. Da lì, so subito se il soggetto mi interessa e se ho voglia di comperarlo. Gli interessi variano con l’età. I romanzoni che tanto mi piacevano a vent’anni ora non li comprerei più; le biografie storiche che non avrei mai letto in gioventù, ora mi piacciono. Tutto cambia, tutto si evolve. Inoltre, molto importante per me, è poter leggere con piacere imparando, però, qualcosa.
Cara Barbara,
dipende da cosa per te è credibile e cosa credibile non è…
ho paura che non leggeresti mai un libro di Murakami e non sai cosa ti perdi…
Lucy, hai perfettamente ragione, ma il mio cervello è così, ho bisogno che quando mi si racconti qualcosa, il qualcosa sia logico. A meno che…. si vada nell’assurdo. Però in questo caso lo scrittore annuncia il colore e, allora, ci sto. Comunque, mi hai incuriosita con Murakami. Poi ti farò sapere!
in un libro cerco emozioni, o spunti di riflessioni sulle vicende della vita e degli uomini. Un libro deve lasciare una traccia nel lettore, deve essere capace di dire quello che tu hai dentro e che non sei riuscito a comunicare, magari perchè non sei uno scrittore. Un libro ti deve parlare, deve farti sentire parte di un universo, deve farti provare il senso della condivisione. Deve intrattenerti, divertirti, farti riconoscere nei suoi personaggi; deve dare un volto a Susy Bomb e animare la vita un pò spenta di certa provincia. Deve lasciarti, alla fine, la consapevolezza di esserti arricchito e di aver utilizzato proficuamente il tuo tempo.
Un bel libro è, per me, il regalo più bello che si possa ricevere, meglio ancora se è un libro già sperimentato, cioè un libro che ha già fatto entusiasmare e sognare chi ce lo regala.
Cosa cerco in una storia ben scritta? Cerco sia una bella scrittura che una storia avvincente, indipendentemente dal fatto che sia o meno verosimile, cerco qualcosa, un misto di storia e appunto di lingua talmente bella da sembrare una melodia, che mi tenga avvinghiata alle pagine e mi impedisca di separarmene o che mi lasci triste alla fine della lettura, perchè il paicere è già finito.
Per fare un esempio, tra le centinaia di quelli possibili, oltre alle pagine divertentissime della nostra Susuy, i romanzi del premio Pulitzer Geraldine Brooks, i libri di Paulina Simons e di Elsa Morante, “Il piacere” di D’annuzio”, sublime per la scrittura più che per la storia, una prosa di maestria d’italiano talmente grande da farti cihedere come sia possibile raggiungere altezze siffatte nella forma scritta di una lingua.
Un libro è qualcosa per cui nessun prezzo è troppo alto, qualcosa che ti può salvare un sabato sera dopo essersi lasciata con il ragazzo, qualcosa che ti può dare quello che di cui hai bisogno e che al momento non hai.
Un libro è vita raccontata, emozioni vissute da rivivere, un libro è la forma scritta di emozioni, idee e a volte miserie umane, siamo noi, insomma, sotto forma di parole.
For me la scelta del libro segue il nostro stato d’animo.
C’è un momento in cui si è attratti irresistibilmente
da una libreria, vi si entra e si cominciano a sfogliare i libri.
Il tatto, l’occhio, poche righe rubate ad una pagina
e può darsi che scatti “qualcosa”.
Lo prendo! ora! devo assolutamente!
Di solito questo tipo di scelta non mi tradisce,
e soprattutto ha un vantaggio, quello di esplorare il mondo dei libri senza una guida, volendo, anche senza una logica, per pura affinità di un attimo.
Non ho letto molti libri, la lettura del libro deve corrispondere per me ad uno stato d’animo libero.
No work! no time! no limits!
Free!!!
E’ questa la bellezza di leggere un libro!
Cara Jane, come dice Simonetta, hai scritto un trattato di alta letteratura. Di libri ne ho letti tanti (penso che il più grande letterato del ‘700, per mancanza di mezzi, ne abbia letti meno di me - ma li abbia letti con più profondità!), certuni mi hanno davvero molto coinvolta e molto emozionata. Tra questi metterei “La storia” di Elsa Morante che, però, non piace ai letterati. Per puntiglio, sono andata alla fine di quasi tutti, anche del tanto osannato Céline e il suo “viaggio al termine della notte” che mi è andato proprio di traverso, come mi sono andati di traverso tanti altri. Insomma ognuno di noi si emoziona o si entusiasma per libri diversi. E certo, quando hai quello giusto sotto mano la lettura diventa davvero un grande piacere .
attese, aspettative, erlebnis, e palingenesi presunte dei nostri affanni….ma anche un rispecchiamento, una rifrazione e identificazioni profane con i protagonisti dei libri che leggiamo…”non permetterò a nessuno di dire che vent’anni siano il periodo più bello della mia vita” (p. Nizan), ma anche Miller(tropico del cancro): “Abito a villa Borghese. Non una sedia fuori posto, non un granello di polvere.Siamo soli e siamo morti”. Ovvero l’idea di poter ribaltare in modo radicale il dolore e la sofferenza…………in una sola parola: “amor fati”.
Il resto è conseguenza, e, a volte, silenzio.
Cara Lucymay,
conosci la Fnac della Gare St.Lazare di Parigi? Ebbene entro in questa grande libreria con una lista di libri da comperare. Mentre un’affabile signora me li cerca, cosa mi capita tra le mani? Ma certo, Haruki Murakami! Ed ecco che mi ricordo di te e del tuo monito. Così, hop, lo inserisco nella lista. Come vedi, il mondo è piccolo. Però, come dicevo nel mio post, la quarta di copertina annuncia il colore di queste storie: “Farouchement zen et férocement fantastique Murakami passa du réalisme domestique à l’absurde…”. Ho letto “L’éléphant s’évapore” e, devo dire, che le 19 novelle sono sì surreali, ma logiche nella loro inventiva. Grazie del suggerimento, ça vaut la peine!.
Un’amica mi ha dato una bella definizione di quello che è un bel libro: è quello che non vedi l’ora di portarti a letto per leggerlo!

Ciao Simonetta, credo in assoluto che un buon libro ci debba lasciare la voglia di rileggerlo. Ci deve aiutare a sognare, ad essere persone positive e che ci deve comunicare quel senso di umiltà che è sempre più raro, forse scomparso.
Per quanto mi riguarda, mi commuovo molto facilmente e una lettura di tenerezze e di disagi mi infastidisce.
Non sempre “mal comune è mezzo gaudio” quindi apprezzo la sincerità e la voglia di vivere perchè mi spronano e mi danno la carica.
In libreria o al supermercato, considerando la qualtità e la qualità di solito esposta, credo che una buona copertina, semplice e diretta, serva ad attirare l’attenzione più di ogni altra pubblicità.
Non mi dilungo e non ti faccio i complimenti, perchè sai benissimo quanto sia grande la stima che ho di te.
…Kì.