Che cosa ha in comune il nostro corpo di adesso con quello della bambina o del bambino che siamo stati ? Ogni nostra cellula, da allora, è mutata. Eppure abbiamo un’idea precisa di quello che eravamo, e ricordiamo i nostri pensieri di allora, le nostre emozioni, le nostre sensazioni, anche quando, magari, siamo irriconoscibili..agli altri, ma non a noi stessi, anzi alla nostra interiorità. Si tratta semplicemente del fatto che le strutture cerebrali sono più longeve di altre? M è mai possibile credere, semplicemente, che anche le più sofisticate funzioni psichiche siano localizzabili nel cervello e quella che chiamiamo “coscienza” non sia che l’attività del nostro centro direzionale cerebrale?
Beh, si può anche citare Bergson: “Se noi potessimo penetrare all’interno di un cervello che lavora, e assistere allo spostarsi degli atomi di cui è fatto, allora davvero conosceremmo tutti i dettagli di quello che accade nella coscienza corrispondente?”…
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Carissima Simo,
forse è proprio questo il problema,
riconoscersi in un ragazzo che eravamo,
nel nostro “egoismo” riduciamo la gioventù a ricordo,
ma non la correliamo con la realtà.
I giovani esistono ancora
e vivono al nostro fianco,
ma forse li ingabbiamo nel ricordo del nostro essere giovani,
e non cogliamo le potenzialità che essi dovrebbero avere.
Schiacciati forse dall’unica gioventù oggi riconosciuta a livello politico (quella degli anni sessanta-settanta) i giovani non sono considerati tali, ma l’essere giovani, per noi meno giovani???!!!, è solo il ricordo di quello che noi eravamo.
Bisogna dare dignità ai giovani di oggi, forse siamo noi a doverlo fare, siamo noi che dobbiamo riconoscere che l’essere giovani non è un ricordo, ma è qui ed ora!
Ne avremo il coraggio?
una augurio di buona Pasqua a te e a tutti i “bloggaroli”
Umby