Testata
Mar
22
2009
I cani di Modica: dalla parte di Gabri l’animalista?

Tutti conosciamo   i tragici fatti di pochi giorni fa: cani maltrattati, affamati, inselvatichiti diventati assassini. Non si sa ancora con precisione che fine faranno gli animali, se verranno abbattuti, “rieducati” o chissà che cos’altro. Organizzazioni animaliste stanno raccogliendo firme per impedire che i cani siano eliminati, e, effettivamente, l’idea di questa strage di massa dà i brividi. Nello stesso tempo, però, non si può dimenticare  che quegli stessi cani sono stati la causa dell’orrenda  morte di un bambino: come se non riconoscessero più l’uomo, non avvertissero più i millenari legami tra intercorrono tra le due specie, in breve come se fossero diventati una razza diversa, pericolosa, feroce, ben distante dall’immagine del cane che ognuno di noi ha stampato nella mente.

Si è detto che, figli e nipoti di cani abbandonati o randagi, questi animali hanno perduto l’imprinting che possedevano dalla domesticazione in poi. Come reagiremmo di fronte a un branco di tigri? O di leopardi o di leoni potenzialmente pericolosi?

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Commenti

Pitagora, che era vegetariano, diceva “Quanto gli uomini fanno agli animali ritorna poi agli uomini”.
Pare scontato dire che quanto accaduto al bambino è un dramma grande, profondo, incolmabile, e il cordoglio è enorme.
Ma se è accaduta tale tragedia la colpa, ancora una volta, è dell’uomo. L’uomo che ha lasciato che quei cani diventassero lupi, l’uomo che li ha abbandonati, che li ha maltrattati, che li ha trattati come se fossero oggetti indegni di rispetto, che ha lasciato che si realizzasse una tragedia preannunciata….
I Sindaci, per legge, ricevono sovvenzioni con le quali fronteggiare il problema randagismo, che in molte parti d’Italia, soprattutto al Nord, è stato debellato.
Ora se certi Sindaci se ne sono infischiati di tali problemi, demandandoli, rimandandoli, accantonandoli, è solo a loro che va data la colpa, e sono loro a dover pagare.
Uccidere i cani di Modica sarebbe un atto che ci farebbe tornare indietro di secoli, all’oscurantismo retrogrado di chi mette da parte ogni razionalità, per abbandonarsi all’istinto più bestiale, appunto.
Le situazioni si risolvono civilmente, fermo restante che non si doveva arrivare al punto gravissimo a cui si è arrivati, a causa di quella noncuranza, di quel pressappochismo, di quell’insensibilità, di quell’arroganza e ignoranza che contraddistingue molta pare del genere umano.
Abbandonare un cane è un reato. Grave. Gravissimo.
E chi compie tale gesto è un essere indegno, basso, meschino.
I cani di Modica sono il frutto della bestialità umana.
E non è giusto che paghino per essa.
Come non è giusto che pagasse un bambino.
La pena di morte non è contemplata dalla nostra democrazia, o pseudotale.
Sconfiggere la piaga del randagismo attraverso le sterilizzazioni, attraverso campagne di sensibilizzazione contro gli abbandoni, che iniziano nelle scuole, e proseguono nelle zone disagiate, attraverso un controllo più attento sui “padroni” di cani, attraverso pene più dure, che contemplano il carcere per chi commette crimini contro gli animali, attraverso la costruzione di ospizi per animali che non neghino loro la dignità di essere viventi…
Questo occorrerebbe fare, non seminare la cultura della morte.
L’immagine del carabiniere che impugnava la pistola puntandola contro un randagio che scappava, con postura alla Rambo e piglio da giustiziere della notte, è patetica.
Quasi pietosamente comica, se non fosse così intrinsecamente tragica.
“La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali” (Mahatma Gandhi)

Marinella Ciamarra

Mettiamoci nei panni dei genitori, dei parenti e degli amichetti di quel bambino tragicamente scomparso per un branco di bestie pericolose. Queste creature non sono semplicemente dei cani,sono bestie che,come detto nell’articolo, hanno perso ogni tipo di legame con le persone.Le associazioni animaliste hanno anche il coraggio di salvare queste creature??? perchè non se li portano a casa o li mettono in giardino???magari è stato solo un incidente la morte di quel bambino oppure della turista tedesca a cui è stata rovinata la gioventù??? ma per favore non cadiamo nel ridicolo. sono pericolosi per le persone e tutto ciò che è periocoloso va quanto meno rinchiuso in modo da far si che possa ledere solo a se stesso.

Prof a mio avviso la colpa maggiore è del proprietario dei cani, sarebbe lui a meritare l’ergastolo.
Tuttavia non possiamo non prendere in considerazione il fatto che gli anomali una volta assaporato il sangue l’istinto li porta a ricompiere l’azione.
E’ un caso molto complesso a cui è difficile dare un interpretazione singola, ognuno conserverà la propria idea.
Io ritengo che bisogna sopprimere i cani.

A quando una carta sui diritti degli animali? Sono sempre le persone responsabili degli atti di questi animali perché o li crescono male o li abbandonano dopo aver fatto felice il pargoletto.

Negli ultimi anni in Canada, in Inghilterra e negli Stati Uniti è stata fatta grande pubblicità agli attacchi dei pit bull. Secondo i Centri americani per il Controllo delle Malattie, il 42 per cento dei 157 decessi causati dal morso di cani negli Stati Uniti tra il 2000 e il 2008 riguardava pit bull. In Gran Bretagna i mezzi di informazione hanno definito i feroci pit bull terrier “cani del Diavolo”. La rivista Equinox definisce questo cane “una stupenda macchina per uccidere”.

Nell’illegale sport cruento del combattimento di cani, il pit bull è considerato “la Cadillac dei cani feroci”, a motivo della sua forza, agilità, tenacia e aggressività. Il giornale canadese The Globe and Mail afferma che ‘il pit bull è fatto per uccidere altri cani’.

“Le sue mascelle d’acciaio possono infliggere danni gravissimi ad altri animali e agli esseri umani, specie ai bambini, incapaci di difendersi”, osserva The Toronto Star. Raccapriccianti resoconti parlano fra l’altro dell’attacco subito da una bambina di nove anni che, straziata da un pit bull, ha dovuto essere sottoposta a un intervento di chirurgia plastica al viso durato cinque ore. Un 13enne ha dovuto essere medicato perché era stato morso alla faccia, al torso, alle gambe all’inguine e alle natiche. Una modella di 21 anni ha subito gravi lacerazioni al viso, che hanno richiesto circa 70 punti, perché il pit bull di un’amica aveva reagito con un morso al suo tentativo di baciarlo. In Inghilterra un uomo di 54 anni è stato straziato da due di questi “cani del Diavolo” che gli hanno staccato il naso con un morso.

Kathleen Hunter, direttrice amministrativa della Humane Society di Toronto, un tempo riteneva che se ben addestrato il pit bull sarebbe stato proprio come qualsiasi altro cane da compagnia. Però ora ammette che “il pit bull ha un codice genetico che lo rende molto imprevedibile. È veramente un cane aggressivo . . . , fatto per attaccare senza essere provocato”. Il direttore generale dell’ufficio per il controllo degli animali del ministero della Sanità di Toronto, Jim Bandow, osserva: “Il pit bull è una bomba a orologeria. Non si può sapere quando esploderà”.

Cara Beatrice, i legislatori cercano di risolvere il problema stabilendo e facendo osservare svariati regolamenti. A Edmonton, in Canada, i proprietari di pit bull devono essere assicurati almeno per 500.000 dollari canadesi contro i rischi di responsabilità civile e pagare 100 dollari canadesi per la licenza. A Winnipeg, sempre in Canada, non si possono introdurre altri pit bull nell’area cittadina, e i proprietari devono tenere i cani al guinzaglio, mettergli la museruola e dimostrare di essere assicurati per 300.000 dollari canadesi contro i rischi di responsabilità civile. Il parlamento inglese ha approvato un disegno di legge che prevede obblighi simili per i proprietari di pit bull. I trasgressori sono passibili di multa e di arresto. In Italia siamo in alto mare…

Se è dimostrata la pericolosità del pitt bull, sono davvero irresponsabili i proprietari di questi cani a comperarli e a portarli in giro senza guinzaglio e mettendo in pericolo anche i propri familiari. Una legge, dunque, dovrebbe imporre ai (soli) proprietari di queti cani obblighi inderogabili e non, come ha fatto adesso, a tutti i cani indiscriminatamente

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