E’ ormai molto diffusa- da decenni, senonchè negli ultimi tempi ha subito un forte incremento- la consuetudine di incontrare un pubblico formato da lettori, o da possibili lettori, in luoghi quali le biblioteche, le fondazioni culturali, i teatri, le librerie..e anche le spiagge (sperimentato personalmente!) e perfino i ristoranti (idem!). Esistono tuttavia due tipi di incontri: il primo è quello legato all’uscita di un libro, ed è connesso , dunque, con il lancio. Questo genere di presentazione avviene quando il libro è fresco di stampa, proprio mentre si parla del titolo e, sui giornali, appaiono le prime recensioni. Lo scopo è far conoscere l’autore e il genere e gli argomenti da lui affrontati, e capire, inoltre , quali sono gli umori e le aspettative dei lettori. In sostanza, si cerca di diffondere la notizia dell’uscita del libro, ricordando che, in Italia, ogni anno vengono pubblicate circa 55. 000 opere…e che è davvero difficile orientarsi in questo mare. Il secondo tipo di incontri, a qualche mese dall’uscita, avviene dopo una certa diffusione, quando il libro è già da un po’ di tempo nelle librerie e ha, per così dire, una sua piccola vita alle spalle, circostanza che consente già di percepire se è stato o meno gradito, se ci sono aspettative per una eventuale seconda puntata e così via. Si tratta inoltre, da parte degli autori, di un reale desiderio di parlare dei propri protagonisti con altre persone che, come loro, li considerano, praticamente , esistenti! Senza arrivare agli estremi di Tolkien, che, con gli anni, credeva di essere diventato uno Hobbit, e neanche a quelli di Balzac che, malato, voleva essere curato solo dal dottor Bianchon (un personaggio della Comèdie humaine!), credetemi pure: per ogni autore esistono davvero, da qualche parte, gli eroi e le eroine dei suoi racconti e dei suoi romanzi.
Attenzione, però, a non strafare, e a scegliere,per le presentazioni, un luogo, o un posto, in cui sia assicurata una certa presenza di pubblico, altrimenti si rischia il cosiddetto “effetto parenti della sposa”: pochi, inneggianti presenti, dal “cumpa’ Pasquale” alla “zia Luisella”: meglio, a quel punto, rimanersene a casa….
Il “tour” di lancio di Susy Bomb, nei mesi scorsi, ha toccato Cesenatico, Cattolica, Rocca San Casciano, Trieste, Castrocaro Terme, Faenza, Forlì, Marina romea, Capracotta, Campobasso, Pietracatella, avvalendosi, spesso, della preziosa collaborazione di relatori quali Paola Saiani, docente, storica e critica; Barbara Grubissa , della Giunti al punto di Trieste; Antonella Presutti, docente e scrittrice; Valentino Campo e Fabio Mastropietro, poeti e critici letterari .
L’incontro di Ferrara, presso la Biblioteca Ariostea, è il primo di questa specie di “girone di ritorno” del libro….a tra non molto per altri aggiornamenti e altri appuntamenti.
Ma, ditemi: è utile, secondo voi, vedersi, parlare, ascoltare, rispondere, porre domande a propria volta, guardare in faccia chi condivide una storia con voi e, tutto sommato, la considera vera e anche un po’ propria?
MI è stato detto, di recente, che una signora ha chiamato “Floppy” il proprio gattino….beh, quel gattino, anche se non lo conosco, è in fondo anche un po’ mio e gli voglio bene.
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Commenti
Sì,incontrare l’autore di un libro che ci è piaciuto, che abbiamo amato, che ci ha fattoemozionare e rimpiangere di essere arrivati troppo presto alla fine è come incontrare un vecchio amico con cui si è condiviso qualcosa di bello, un compagno di scuola con il quale si avevano in comune i sogni. Io trovo utile e divertenti le presentazioni di libri,perchè non sono soltanto un momento culturale e di aggregazione ma, come dire, una sorta di scambio di esperienze tra le persone che hanno letto e apprezzato una storia,un romanzo, un racconto,un mondo di persone e fatti abilmente intrecciati tra loro.
E poi è curioso conoscere in carne e ossa chi ha inventato e costruito per noi storie divertenti e personaggi avvincenti,no?
Una domanda: alla presentazione del 19 febbraio ci sarà anche Floppy?!?:-))
Sono un’autrice e mi è capitato di recente di presentare un libro a un pubblico, fortunatamente, molto numeroso. Ho potuto verificare che si tratta di una forma di comunicazione, a differenza di quelle televisive o a mezzo stampa, fortemente interattiva, perchè si ha la possibilità di un ritorno immediato nell’espressione della gente. Un volto che si apre o si chiude, un sorriso o una parola, un cenno di connivenza ti dicono la verità più di intere relazioni critiche.
Cara Susy, visto che mi hai chiamato in ballo t’invio la foto del mio micetto. Floppy è un cucciolone simpaticissimo e, come carattere assomiglia al personaggio del tuo libro. La dedico a Jane, innamorata del tuo Foppy: ora si dovrà accontentare di questo, aspettando quello vero. Comunque per lei voglio lanciare un appello: tutti quelli che si sentono “Floppy” dentro al cuore, fatevi avanti, c’è qualcuno che vi aspetta!
Bello questo blog! ciao a tutti
Beh direi che in un certo qual modo, soprattutto dopo averlo letto il libro, si estende quel rapporto privilegiato autore/lettore e in un certo senso si riprende anche la magia e l’emozione provata durante il viaggio. Perchè diciamolo Simonetta, Susy sei anche un pò tu e di certo, se il tour promozionale toccherà la mia città ( Napoli o Caserta o una qualunque cittadina della Campania ) io sarei strafelice di venir a sentire Simo/Susy, di scambiarci quattro chiacchiere, di immaginare Susanna li tra noi ma soprattutto di farmi autografare questa benedetta copia :=)))))))
Riguardo Floppy, ma lo sai che secondo me è il miglior personaggio del libro? Poveri i suoi ex dread però ![]()
Posso lasciar perdere un’occasione di dire la mia? Ma che non sia mai detto!
Secondo me ci sono due tipi di scrittori: quelli che hanno empatia con il pubblico e quelli che non ce l’hanno. Il primo, prendo qualcuno a caso – Simonetta Tassinari – ha tutto da ricevere e nulla da perdere. Ovvero, la sua simpatia, facilità di comunicazione, intelligenza nel porgersi, le permetterà di capitalizzare il suo incontro con il pubblico. L’altro, l’antipatico o il “moscio” nel rapporto con i lettori si sentirà frustrato perché non avrà saputo entrare in contatto loro.
Nel primo caso è molto utile parlare con i lettori. Nel secondo, piuttosto deprimente.
Per le amiche che, suppongo siano grandi lettrici (quelle che a loro sole tirano su la media nazionale dei libri letti), se sono interessante a conoscere gli autori di origine molisana di cliccare su “Molise d’autore” alla destra di questo blog. Gli autori molisani (o d’origine), compresa la Nostra, hanno risposto ad una domanda su come hanno iniziato a scrivere.
Cara Beatrice,
grazie mille del gentile pensiero di lanciare un appello pro Floppy in mio favore!:))
Non so in Italia ma in Germania i Floppy sono una razza in via d’estinzione (o probabilmente si sono già estinti del tutto e in questo caso non ho speranza alcuna!) e forse anche per questo hanno tanto fascino.
Avendo partecipato già da bambina alle campagne del WWF per la salvaguardia dei koala e dei panda adesso mi impegnerei volentieri per la strenua difesa e protezionedel genere di ragazzo rappresentato da Floppy!:))
E poi chissà che tra una lotta e una salvaguardia non sboccino fiori di campo…
Cara Jane, non sono più in competizione per cui non conosco i nuovi casanova. All’epoca mia, bastava essere giovane per sentire i maschi (di tutte le età) fischiarti quando passavi. Impensabile al giorno d’oggi. Il corteggiamento era un’arte intrapresa a tutti i livelli e, devo dire, ti faceva sentire bella anche se bella non eri. La prima mossa non spettava mai alla donna. Ora, da quello che vedo, sono così imbranati che non si muovono nemmeno se la ragazza gli fa la danza del ventre. Ragazze, secondo me siete state troppo aggressive, e loro fuggono.

Io in compenso ho consigliato a mia sorella,che aspetta due gemelle,di chiamarne una Susy!!!!!!!Sperando che sia bella come la zia e Susy bomb!