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Archive for Gennaio, 2009
Gen
31
2009
Arriva Floppy, senza dred ma ugualmente irresistibile

Ecco il gattino Floppy, chiamato come il personaggio del libro

Ve l’avevo annunciato, e adesso eccolo qua: un irresistibile gattino nero che si chiama Floppy. Ha un bel pelo lucido e non di certo i dred (quelli che  molti definiscono “capelli alla rasta”) come il Floppy originale, ma il fascino non gli manca. Sembra in attesa di carezze, che di certo non gli mancheranno: basterebbe pensare all’amore con cui i suoi padroni lo hanno fotografato.  Personalmente non ho mai posseduto un gatto, se non  temporaneamente: mi riferisco a quelli, più o meno randagi, che bazzicano nei pressi della nostra casetta di campagna quando, nei mesi estivi, vi abitiamo stabilmente. Deve spargersi la voce molto presto, perchè, il giorno successivo al nostro arrivo, ogni tanto se ne affaccia qualcuno; del resto, il piattino di ferro che colloco con discrezione un po’ lontano dal posto dove solitamente ci troviamo, e che riempio con gli avanzi di cucina o con del latte,  dopo pochissimo tempo è perfettamente vuoto. I miei figli, quand’erano piccoli, li definivano “gatti poveri”, presuppongo perchè notavano la differenza con quelli della televisione, nutriti a scatolette e bocconcini. La mia attrazione per gli animali - che ho trasmesso, magari ingigantendola un po’, a l mio personaggio Gabri, la studentessa di zoologia figlia maggiore di Susy Bomb- si è più spesso concentrata sui cani. Ho avuto un cane Pluto e poi uno Snoopy, un altro Scooter e ancora Samurai, e condivido, con gli abitanti del mio palazzo, le cure per la semirandagia cagnetta Winnie.

Megli i cani o meglio i gatti? E dove mettiamo i conigli nani, le tartarughine acquatiche, i criceti? Che significato ha il convivere con un animaletto? (Dico “etto” perchè non credo che dimensioni delle nostre case ci consentano un “one”). Quanta la tenerezza, quanta la ricchezza, quanta la compagnia di cui si privano  quelli che “oh, gli animali…ma mai!”.

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Gen
26
2009
Perchè presentare un libro direttamente alla gente

E’ ormai molto diffusa- da decenni, senonchè negli ultimi tempi ha subito un forte incremento-  la consuetudine di incontrare un  pubblico  formato da lettori, o da possibili lettori, in luoghi quali le biblioteche, le fondazioni culturali, i teatri, le librerie..e anche le spiagge (sperimentato personalmente!) e perfino i ristoranti (idem!). Esistono tuttavia due tipi di incontri: il primo è quello legato all’uscita di un libro, ed è connesso , dunque,  con il lancio. Questo genere di presentazione  avviene  quando il   libro è fresco di stampa,  proprio mentre si parla del titolo e, sui giornali, appaiono le prime recensioni. Lo scopo è  far conoscere l’autore e  il genere e gli argomenti da lui affrontati, e capire, inoltre ,  quali sono gli umori e le aspettative dei lettori. In sostanza, si cerca di  diffondere  la notizia dell’uscita del libro, ricordando che, in Italia,  ogni anno vengono pubblicate circa 55. 000 opere…e che è davvero difficile orientarsi in questo mare. Il secondo tipo di incontri, a qualche mese dall’uscita, avviene dopo una certa diffusione, quando il libro è già da un po’ di  tempo nelle librerie e ha, per così dire, una sua piccola vita alle spalle, circostanza che consente già di percepire se è stato o meno gradito, se ci sono aspettative per una eventuale seconda puntata e così via. Si tratta inoltre, da parte degli autori, di un reale  desiderio di parlare dei propri protagonisti con altre persone che, come loro, li considerano,  praticamente , esistenti! Senza arrivare agli estremi  di Tolkien, che, con gli anni, credeva di essere diventato uno Hobbit, e neanche a quelli di Balzac che, malato, voleva essere curato solo dal dottor Bianchon (un personaggio della Comèdie humaine!), credetemi pure: per ogni autore esistono davvero, da qualche parte, gli eroi e le eroine   dei suoi racconti e dei suoi romanzi.

Attenzione, però, a non strafare,  e a scegliere,per le presentazioni,  un luogo, o un posto, in cui sia assicurata una certa presenza di pubblico, altrimenti si rischia il cosiddetto “effetto parenti della sposa”: pochi, inneggianti presenti, dal “cumpa’ Pasquale” alla “zia Luisella”: meglio, a quel punto, rimanersene a casa….

Il “tour” di lancio di Susy Bomb, nei mesi scorsi, ha toccato Cesenatico, Cattolica, Rocca San Casciano, Trieste, Castrocaro Terme, Faenza, Forlì, Marina romea, Capracotta, Campobasso, Pietracatella, avvalendosi, spesso, della preziosa collaborazione di relatori quali  Paola Saiani, docente, storica e critica;   Barbara Grubissa , della Giunti al punto di Trieste;  Antonella Presutti, docente e scrittrice;  Valentino Campo e Fabio Mastropietro, poeti e critici letterari .

L’incontro di Ferrara, presso la Biblioteca Ariostea, è il primo di questa specie di “girone di ritorno” del libro….a tra non molto per altri aggiornamenti e altri appuntamenti.

Ma, ditemi: è utile, secondo voi, vedersi, parlare, ascoltare, rispondere, porre domande a propria volta, guardare in faccia chi  condivide una storia  con voi e, tutto sommato,  la considera vera e anche un po’ propria? 

MI è stato detto, di recente, che una signora ha chiamato “Floppy” il proprio gattino….beh, quel gattino, anche se non lo conosco, è in fondo anche un po’ mio e gli voglio bene.

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Gen
23
2009
Incontriamo Susy Bomb…..

Tutti a Ferrara, nella storica Biblioteca “Ariostea”, il prossimo 19 febbraio, per una presentazione al pubblico di “Che fine ha fatto Susy Bomb” …..a tra poco per altre notizie!

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Gen
21
2009
Quanto conta l’età in un rapporto amoroso?

Quando Susy Bomb conosce Ortensio- il palestrato,  giovane,  prestante ma rozzo nuovo collega- non è di certo attratta dalle sue qualità intellettuali o morali, e neanche da particolari doti di simpatia. L’unico motivo di interesse che Ortensio suscita nella nostra bionda si trova  tutto nella sua esteriorità: per l’appunto è attraente e mascolino,  e poco  più (a voler essere generosi),  o addirittura nulla più (a voler essere sinceri).

 In un periodo di decadenza come quello che Susy sta vivendo, è come se la sua sensibilità ferita si concentrasse tutta sull’apparenza, sicchè poco le importa, quando è presa da lui, che Ortensio sia parecchio sgrammaticato, alterni termini dialettali all’italiano, e, quanto alle lingue straniere, ne pronunci le parole in modo che quest’ultime siano irriconoscibile…. chi ha letto il libro sa tutto questo molto bene, sicchè è inutile ricordarlo. Piuttosto, e sottolineando  che Susanna ha quarantasette anni e mezzo, e Ortensio trenta, ci si può domandare: quale solidità, quale profondità, quale  reciprocità esistono in un rapporto in cui la bilancia del tempo pende in modo molto evidente da una parte?

Era facile trovare   una  differenza anagrafica  ( anche notevole ) in coppie del passato-  non solo remoto-  naturalmente , però, con l’uomo più anziano della donna ! A quei tempi   nell’uomo si cercavano soprattutto la sicurezza economica, un approdo sicuro, una figura di riferimento autorevole;  nel corso del Novecento, specialmente nei  Paesi più avanzati, si sono invece preferiti  i coetanei, contemporaneamente all’emancipazione  della donna .  Attualmente, in una specie di Post- emancipazione  (dove questa c’è, attenzione! Non dimentichiamo le donne “altre”, quelle senza diritti) , non è  raro incontrare delle coppie in cui la parte “vecchia” è quella femminile.

C’è differenza tra una coppia in cui  l’uomo è più vecchio  e un’altra in cui, al contrario,  la “matura” è la donna? Che cosa cerca un uomo in una donna più giovane? Che cosa cerca la donna in un uomo più giovane? Entrambi rincorrono  bellezza+freschezza oppure c’è dell’altro? E’ vero che l’uomo contemporaneo, pressato dall’aggressività delle nuove donne, è alla ricerca di una figura pseudomaterna che gli dia un appoggio?

Beh, se fosse così Germaine Greer (ricordate l’”Eunuco femmina”?) ne sarebbe felice…

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Gen
17
2009
Ancora sugli autobus londinesi (e non solo)

Barbara ci ha raccontato, in anteprima, la faccenda degli  autobus “atei” in giro per Londra,   dopodichè anche la stampa italiana in generale se ne è interessata. Ricordiamo i fatti, come si dice, per coloro che si sono appena collegati…da qualche tempo sono comparse, sugli autobus di Londra, delle scritte che suonano più o meno così”poichè non è sicuro che Dio esista, goditi la vita”. Si tratta, si immagina, di una forma di pubblicità a pagamento (non ho ancora capito chi sono i finanziatori: se qualche lettore o lettrice di Susy Bomb è più informato di me, ce lo faccia sapere!), che pare abbia fatto strada. Mezzi pubblici simili sono già in circolazione a Barcellona, e, in Italia,   i primi autobus “atei” dovrebbero fare la loro comparsa a Genova,  all’inizio di febbraio. La scritta sarebbe: “la cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”. I committenti hanno qui un nome preciso: l’UAAR, ovvero l’”Unione degli atei e degli agnostici razionalisti”, che, con ottomila euro circa, si sono guadagnati questi spazi. Ma il sindacato di categoria degli autisti genovesi ha immediatamente replicato che molti degli iscritti sono pronti a porre l’obiezione di coscienza, rifiutandosi di guidare i mezzi così bardati,  e l’Amministratore delegato della Amt genovese ha di fatto accettato questa  possibilità, insomma ha accettato di spostare su altri autobus “neutri” gli eventuali lavoratori obiettori. E la storia non finisce qui! Già da qualche giorno, a Madrid  fa regolare servizio un autobus con la scritta “Dio esiste, godi della vita con Cristo”, finanziato da una piccola parrocchia cittadina……

A parte il fatto che, personalmente, credo che una simile, sbandierata (e, permettetemi, del tutto indimostrabile) affermazione possa ferire parecchi credenti, e di tutte le religioni, lettori, lettrici, ditemi: è un segno dei tempi (ma, se è così, aiutatemi a interpretarlo, perchè da sola non ci riesco) il fatto che il dibattito Dio c’è- non c’è si sia spostato dalle case, dai luoghi di culto, dalle accademie o  dalle conversazioni tra amici sugli autobus cittadini?

O tempora, o autobus!

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Gen
13
2009
Lo spirito di finezza c’è ancora

Alice, Umby, Barbara, e non solo: si dice comunemente che l’uomo contemporaneo non ha nè il tempo, nè la voglia di riflettere, ma, fortunatamente, non è così. Partiti dai dubbi e dalle contorsioni di Susy Bomb alle prese con le sue coscienza, stiamo discutendo , con pacatezza e voglia di ascoltare l’altro, di temi “alti” che riflettono i pensieri che un po’ tutti ospitiamo, annegati spesso tra le incombenze quotidiane e l’idea di annoiare un possibile interlocutore. Al di là delle variegate posizioni personali, è questo interrogarsi che è confortante: l’esercizio della ragione-  il cui sonno, come si sa, genera mostri- , che ci guida nella problematicità del vivere, ci insegna infatti, innanzi tutto, il rispetto per gli altri uomini.

Ma, attenzione:  Alice, la razionalista, ci sta offrendo anche un altro argomento sul quale occorrerà ritornare al più presto: la donna! La sua posizione, la sua oppressione, i suoi diritti, le sue aspettative, la sua soggezione, il suo desiderio che non si parli più, o che si parli in termini nuovi, di una “cultura di genere”….chi comincia?

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Gen
04
2009
Che cosa acquistare ai saldi?

Anche Susy Bomb, come tutte le donne, ha atteso il ribasso dei prezzi per fare qualche acquisto. Come tutte le donne desidererebbe, periodicamente, sgombrare tutto il guardaroba e rinnovarlo da capo a fondo, ma non si può; in fondo,  ingegnarsi per far apparire nuovi i capi già in proprio possesso, e  aggiungerne altri  nell’armadio sapientemente studiati, a prezzi convenienti, è un’arte  che  non solo è necessaria  per la stragrande maggioranza di noi, ma soddisfacente e anche divertente,  perchè ci permette di esercitare gusto, fantasia, senso estetico. Decisamente, un capo color lilla o addirittura violetto ci vuole; può trattarsi anche di una sciarpa  o perfino  di guanti o  collant, se non di un paio di stivali o di un cappotto; però  ci vuole! Vogliamo essere da meno di Carla Bruni, che ha lanciato questa tinta in tutto il mondo?  Quanto alle  scarpe e agli stivali,  dovrebbero essere di vernice, nera oppure bianca, e magari accompagnati da un berretto a visiera dello stesso materiale (chi si ricorda il cirè degli anni Settanta…?). Un capo in maglia non guasta: gonna o vestito scivolato, con cinturona  che scende sui fianchi . E che ne dite di un poncho multicolore che va bene su tutto? E di una borsona argentata o dorata? E poi tacco, tacco, tacco….tanto la sera si può fare un pediluvio, e se si sta  in ufficio, dietro la scrivania, perchè non indossare  semplici calzini antiscivolo fino al momento di alzarsi?

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