Susanna Manara, alias Susy Bomb, ha ricevuto un’ educazione cattolica ed è una praticante che, tuttavia, sia pure durante un periodo di crisi, e dopo aver fatto la conoscenza di Ortensio Sollazzo, si lascia frastornare e (momentaneamente) affascinare dalla New age.
“Susy aveva coperto la sua storia con la New Age, aveva parlato a Gabri della sua ricerca di una Illuminazione, della Fonte di Energia che comunemente si chiama Dio, della sua Paura di vedere, del suo tentativo di superare i Limiti, ma, con tutto questo, non sapeva se fosse riuscita a convincerla…”.
(Pag. 259)
Non c’è bisogno che scatti quella che Kierkegaard chiamava “l’ora della mezzanotte” per avvertire il bisogno del Sacro; per vie dritte o per vie traverse, si direbbe che si tratta di un istinto insopprimibile dell’uomo. La religione è antica quanto la civiltà: l’esclusione totale di Dio dall’orizzonte umano non è testimoniata per nessun tempo e, quando è storicamente avvenuto (ex Unione sovietica, Cina popolare), che le leggi abbiano impedito un’aperta professione di tale esigenza, questo non significa affatto che essa sia scomparsa dai cuori degli uomini che a quella stessa legge obbedivano.
Perché il nostro tipo di intelligenza evoluta sembra avvertire che il mondo non è fatto solo di quello che vediamo e che tocchiamo. Perché i sentimenti, i desideri, le aspirazioni vanno ben oltre i limiti angusti dell’esistenza temporale. Non siamo capaci di vedere Dio, però siamo capaci di concepirlo. Non riusciamo a dimostrarne nè l’esistenza nè l’inesistenza, però, se ne pronunciamo il nome, il concetto ci si affaccia con chiarezza alla mente. Come può il concetto di un essere perfettissimo sembrarci intuitivamente più semplice di quello, mettiamo, dell’infinito matematico o del moto di rivoluzione dei pianeti?
Se ti è piaciuto questo articolo, lascia un commento oppure iscriviti ai feed RSS del sito per leggere automaticamente altri articoli.
Commenti
indubbiamente non mi sovviene di una guerra scatenata per motivi “matematici” (in senso stretto)
per ciò che riguarda l’infinito matematico
a me sembra un concetto terribilmente umano:
esso è la fiducia che ciò che conosciamo
si ripeta all’infinito.
del resto
la matematica è umana,
troppo umana!
Umbi e Susy, siete volati troppo alti! Per me, non credere è un atto di grandissima libertà interiore perché per arrivare a quel punto ti sei dovuta spogliare di strati e strati di tradizioni, riti, certezze e convincimenti ecc… E, sopratutto, perché il non credente è destinato a misurarsi con il proprio io, senza scudo. Non preghi, non supplichi, non ti aspetti nulla da nessuno. Prendi le decisioni che ti esaltano o ti avviliscono sapendo che devi rendere conto alla tua coscienza, una coscienza che non ti giustifica, mai.
Ma su, Alice, che è anche bello volare alti! E poi quando parli di “coscienza” non ti riferisci forse a una specie di censore interno, insomma a un maestro interiore al quale devi rendere conto, una guida alle tue azioni , che, se manchevole o insufficiente, non ti giustifica e non ti perdona? Anche questo significa volare alti, perchè vuol dire che, per la tua condotta, tu ti ispiri a dei principi precisi e non sei portata ad agire solo secondo il tuo egoismo. Se non si tratta di un bisogno di sacro, ci assomiglia….
Il motto religioso sugli autobus londinesi è stato scritto da una delle rare associazioni di atei.
Il fanatismo religioso lo vedo tutti i giorni, anche nelle nostre società occidentali, figuriamoci altrove (ti risulta del massacro di cristiani in India o in Irak?). Io poi, non ho detto che non si debba mostrare esternamente il proprio sentimento religioso, ho detto che in chi crede, deve insinuarsi un piccolo dubbio sulla sua verità di fede, perché nel 99% dei casi egli è cattolico, protestate, musulmano, ebreo ecc… solo perché è nato in una certa famiglia o in un certo luogo. Questa incontrovertibile verità gli dovrebbe spalancare gli occhi sulla TOLLERANZA verso gli altri che non la pensano come lui.
Poiché mi chiami in causa, ti rispondo. Quel bisogno di sacro quando si traduce in prevaricazione non mi piace.
Ci sono guardie alla Mecca – dove x altro non possono accedere i non-musulmani - che vanno in giro per la città a frustare i cittadini che, secondo loro, non seguono i precetti del Corano e che intimano alla preghiera con i loro megafoni. Qua si sente “patate!” e là: “pregate!”
Chiamiamolo Medioevo, però si dovrebbe togliere a questo Medioevo i vari congegni elettronici estesi in tutta la città in grado di calcolare all’unità quanta folla c’è per strada o i lussuosi palazzi dove perfino la piscina è d’oro e i camerieri, quasi tutti asiatici, trattati come schiavi.
Mi piacerebbe sentire un russo o un abitante qualsiasi dell’Est che ha vissuto in un paese dove la religione era bandita. Ecco un argomento interessante per uno scrittore…..
Per me comuqne la New Age e’ una cazzata al di la’ di tutto mi dispiace per la gente che si fa ingannare e va dai maghi cartomanti ecc.. l’eta ‘ media si e’ inziata ad allungare a quando e’ nata la medicina come scienza e molte superstizioni sono morte
Gala

Purtroppo questo bisogno di Sacro ha anche degli effetti perversi.
Nulla da eccepire a questo “bisogno” religioso se, chi crede, pensasse che la fede è qualcosa di intimo, personale. Infatti, l’esistenza di “Dio”, come dici, non è provata, non si può dimostrare, e nel mondo ci sono miliardi di persone che non la pensano come te. Questo dovrebbe indurre un credente ad una grande prudenza e tolleranza.
Invece, con la religione, volente o nolente, il problema si pone immediatamente perché il credente è SICURO di detenere la verità e si stupisce che gli altri non credano in quello in cui LUI CREDE.
Per cui l’effetto perverso della fede sono le guerre di religione: feroci, spietate, con un Dio sbandierato da un campo e dall’altro. Che tristezza…..
Ho letto un motto su un autobus londinese che trovo illuminante:
«There’s probably no God. Now stop worrying and enjoy your life!» E’ l’augurio che faccio.
Cara Barbara,
sono certamente d’accordo con te quando affermi che, se la religiosità diventa settarismo o fanatismo, è motivo di esclusione e, perchè no, di persecuzione: però mi pare che, almeno nella nostra mentalità occidentale, se ne possa parlare al passato!La prudenza e la tolleranza sono delle virtù che tutti dovremmo praticare, e non solo nel campo religioso, tuttavia non credo che manifestare apertamente la propria fede, se la si possiede, sia pericoloso per qualcun altro…
Quanto agli autobus londinesi, mi piacerebbe sapere da chi e perchè è stato deciso di inviare questo messaggio, magari nuovo nella forma, ma non nella sostanza. Hai presente Dostoevskij? Quando, ne “I fratelli Karamazov”, Ivan, uno dei fratelli, dice: “Se Dio non esiste, tutto è permesso”? Bisognerebbe poi vedere se è davvero così…ad ogni modo, brava! Hai lanciato un altro bellissimo motivo di discussione!