Un celebre scrittore americano, William Faulkner, afferma che il passato “non solo non esiste, ma non è neanche passato”.
Ed è così: il presente è la fase attuale del passato, e non soltanto di quello - più o meno recente - che deriva dalla nostra stessa, singola esistenza; nelle nostre fattezze, nel funzionamento del nostro corpo, nella tendenza a sviluppare alcune caratteristiche al posto di altre, ad avere determinati punti di forza e di debolezza, noi siamo, essenzialmente, un risultato… anche se nessuno ci potrà mai spiegare da quale antenato secentesco abbiamo ereditato la linea del naso o la facilità a farsi sorprendere da un raffreddore.
S’intende che a determinare questo risultato concorrono anche lo stile di vita e le abitudini: in breve, natura e cultura. Il risultato di oggi, per ciascuno di noi, è decisamente differente da quello di ieri: nella mente e nel corpo, non siamo più di certo quello che eravamo venti o trent’anni fa.
Gli antichi sostenevano che ci si rinnova completamente ogni sette anni, e qualcosa di vero, in quest’affermazione, c’è; i capelli magari si imbiancano, ma crescono di continuo; così le unghie; il rinnovo cellulare, benché più a rilento, procede per tutta la vita; il naso continua ad allungarsi (ahimè), e i piedi a crescere.
Se ti è piaciuto questo articolo, lascia un commento oppure iscriviti ai feed RSS del sito per leggere automaticamente altri articoli.
Commenti
Carissima Simo,
forse è proprio questo il problema,
riconoscersi in un ragazzo che eravamo,
nel nostro “egoismo” riduciamo la gioventù a ricordo,
ma non la correliamo con la realtà.
I giovani esistono ancora
e vivono al nostro fianco,
ma forse li ingabbiamo nel ricordo del nostro essere giovani,
e non cogliamo le potenzialità che essi dovrebbero avere.
Schiacciati forse dall’unica gioventù oggi riconosciuta a livello politico (quella degli anni sessanta-settanta) i giovani non sono considerati tali, ma l’essere giovani, per noi tardoni, è solo il ricordo di quello che noi eravamo.
Bisogna dare dignità ai giovani di oggi, e purtroppo siamo noi a doverlo fare, siamo noi che dobbiamo riconoscere che l’essere giovani non è un ricordo, ma è qui ed ora!
Ne avremo il coraggio?
una augurio di buona Pasqua a te e a tutti i “bloggaroli”
Umby


Caspita, che sfiga!
Se davvero tutto continua a crescere, pure il naso (questa è davvero la peggiore dele notizie!:)), perchè soltanto l’altezza deve fare eccezione?
Perchè insomma ero tappa già a cinque anni, sono stata l’alunna più bassa delle scuole elemetari, delle medie e delle superiori e adesso sono la più bassa persino al corso di inglese?
Non è giusto! Sigh!